Sono 1.255 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 907.
Sono invece 63 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 36. Sono 212.112 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati sempre in 24 ore. Ieri erano stati 79.524. Il tasso di positività è dello 0,6%, in calo rispetto all'1,1% di ieri. Sono 504 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, con un calo di 32 rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 26 (ieri erano stati 11). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.333, in calo di 132 unità rispetto a ieri.

Oggi Codogno è covid free: per la prima volta nella cittadina del Lodigiano dove è stato accertato il primo caso di coronavirus in Italia, quello di Paziente 1, dall'aggiornamento quotidiano dei casi comunicato da Ats, nessuno dei residenti è positivo. A renderlo noto è il sindaco Francesco Passerini spiegando che "dal 20 febbraio dell'anno scorso non era mai successo. Erano diversi giorni che monitoravamo la situazione in attesa di raggiungere questo traguardo che è un ulteriore passo verso la normalità che ci manca tantissimo. Era un 'sogno' che aspettavamo fa quasi 16 mesi".

"Stiamo riprogrammando insieme alle Regioni, dando supporto nelle riprenotazioni e andando bilanciare con riserve strategiche. Abbiamo bilanciato con undici regioni per mitigare i disagi ai cittadini". Così il Commissario per l'Emergenza Covid, Francesco Figliuolo intervenuto sulla riprogrammazione delle somministrazioni alla luce delle nuove disposizioni sugli under 60.

"Al momento non c'è ancora alcuna richiesta di nuove dosi da parte nostra, ma stiamo studiando. Il Piano comunque ad oggi resta sostenibile", ha spiegato il Commissario per l'Emergenza, in merito a eventuali richieste di carichi aggiuntivi di dosi mRna da parte dell'Italia. "Il Piano è ancora fattibile - ha aggiunto - . Mi ero preso margini di manovra d'accordo con Draghi. Da qui a fine settembre arriveranno oltre 54 milioni e mezzo di dosi. Entro quella data siamo in grado di coprire 80% platea vaccinabili". E "siccome il pericolo è sempre dietro l'angolo, avere una riserva non guasta mai e quindi ben vengano qualora dovessero arrivare dosi aggiuntive e anticipazioni di quelle nell'ultimo trimestre".

La Campania farà ripartire da domani i richiami per i cittadini che hanno fatto la prima dose di vaccino contro il covid19 con Astrazeneca. I convocati sotto i 60 anni riceveranno la dose eterologa con Pfizer o Moderna, mentre coloro che hanno oltre 60 anni avranno il richiamo di Astrazeneca. Lo confermano fonti della presidenza della Regione.

"Ai nuovi vaccinati non sarà somministrato Astrazeneca al di sotto dei 60 anni - ha affermato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in una nota -, rispetto al vaccino Johnson & Johnson la posizione del Ministero non è definita in modo chiaro e vincolante. Pertanto tale vaccino non sarà somministrato sotto i 60 anni".

De Luca domenica aveva detto che non avrebbe autorizzato il mix di vaccini in mancanza di indicazioni chiare aggiungendo di aver inviato a Speranza una "nota tecnica" contenente i dubbi sulla vaccinazione eterologa e ribandendo il no della sua regione. In una successiva lettera inviata dal ministero al governatore si specificava però che: "I dati attualmente disponibili, derivanti in particolare da due studi clinici condotti rispettivamente in Spagna e Inghilterra e citati nella vostra nota, forniscono informazioni rassicuranti in merito all'efficacia (in termini di buona risposta anticorpale) e alla sicurezza (in termini di accettabilità degli effetti collaterali) sul completamento del ciclo vaccinale, con un vaccino a mRNA, nei soggetti di età inferiore ai 60 anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria (ciclo vaccinale misto)".

"Qualche giorno o qualche settimana la dovremo perdere perché si dovrà riprogrammare la distribuzione dei vaccini". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato i ritardi della campagna vaccinale, legati alla decisione di inoculare un vaccino diverso agli under 60 che nella prima dose avevano ricevuto AstraZeneca. "Siamo ancora in attesa di avere delle specificazioni maggiori perché purtroppo la scienza su questo campo è particolarmente contraddittoria. Non si ha una voce unanime, speriamo di averla" ha aggiunto. "C'è stata una generica rassicurazione del generale Figliuolo il quale ha detto che si cercherà di dare una risposta alla legittima richiesta di aumentare le inoculazioni di Pfizer e di Moderna", ha aggiunto Fontana. "Ne abbiamo bisogno di più, altrimenti c'è il rischio di dover rallentare. Dato che la vaccinazione sta andando molto bene come risultati, noi non vogliamo rallentare" ha aggiunto. Poi ancora: "Noi abbiamo aspettato quello che ha detto Aifa, la quale ha fatto il discorso più rassicurante, ora si chiederà anche l'intervento di Ema per avere ulteriori garanzie".

"Non sono le Regioni ad andare in ordine sparso, credo che ci sia stata molta confusione su Astrazeneca da parte degli organismi regolatori". Così il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, a Rai News 24. Prima, dice Fedriga, il vaccino era indicato per gli under 55, poi per tutti e infine per gli over 60. "Mi preoccupa questa comunicazione convulsa, rischia di danneggiare la campagna. E' importante che la comunità scientifica trovi una voce unanime, non è un dibattito su una rivista scientifica ma una comunicazione che si deve fare alla popolazione con la massima chiarezza e trasparenza".

"Sulle diverse possibilità di utilizzo dei vaccini Johnson&Johnson e Astrazeneca ritengo che il Servizio sanitario nazionale abbia bisogno di dichiarazioni nette e definite. A noi medici servono indicazioni da poter tradurre in maniera chiara e affidabile ai cittadini e queste indicazioni devono arrivare dagli enti istituzionali preposti per legge, ossia dall'Aifa". Lo ha detto all'ANSA Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di Medicina generale (Fimmg).