Il Portogallo si presenta all'Europeo con un 3-0, come l'Italia. L'uomo copertina, secondo le attese, è Cristiano Ronaldo, che a Budapest contro l'Ungheria ha superato il record dei 9 gol di Michel Platini (tutti nel 1984) nelle fasi finali dell'Europeo e, con una doppietta, ha raggiunto 11 centri in 5 edizioni (anche questo un primato, nessuno ne aveva mai giocate tante): un messaggio importante per il girone di ferro con Francia e Germania, uno spot interessante per chi vuole convincerlo a lasciare la Juventus.

Decisamente più sorprendente è stata la resistenza opposta ai campioni in carica dai magiari allenati dal piemontese Marco Rossi, che hanno ceduto solo a sei minuti dal 90', complice un tiro di Rafa Guerrero deviato in modo decisivo dal difensore Orban. Così è rimasta gelata la Puskas Arena, gremita da oltre 60mila tifosi come ha voluto un altro Orban, il primo ministro Viktor, abbassando da maggio la curva dei contagi da Covid.

Ma nemmeno gli altri due gol segnati nel giro di 600 secondi da Ronaldo (uno su rigore, l'altro con una pregevole percussione in area: ora è a 3 centri dal record di marcature con una nazionale, 109, dell'iraniano Ali Daei) hanno smontato l'euforia del pubblico, che alla fine ha cantato l'inno nazionale assieme ai calciatori. Un'atmosfera da brividi in questo stadio concluso nel 2019, l'unica delle undici sedi di questo Europeo itinerante aperta al 100% a spettatori vaccinati al Covid o negativi a un test nelle 72 ore precedenti. Dal 1986, dalla sfida di preparazione al Mondiale contro il Brasile, in Ungheria non si vedeva un pubblico simile, che è giunto allo stadio attraversando Budapest come una marea di bandiere, sciarpe e maglie rossoverdi. All'altezza dell'atmosfera è stata la resistenza in campo dei magiari. Alla vigilia Rossi ha elogiato le stelle portoghesi dicendo di poter fare loro "da autista o giardiniere". Ma poi ha dimostrato di aver preparato al meglio la partita. Ordinati, sempre pronti ad aiutarsi fra loro, i suoi ragazzi hanno tamponato come possibile i continui attacchi di Ronaldo e compagni. E quando non ci sono riusciti, ci ha messo una pezza Gulacsi (due volte su Diogo Jota), il portiere del Lipsia. Prima dell'intervallo è stato clamoroso l'errore di Cristiano Ronaldo, che da due passi ha sparato alto il pallone servito da Bruno Fernandes. Avrebbe coronato un primo tempo di assoluto dominio per la squadra di Fernando Santos. Nella ripresa Gulacsi è stato ancora determinante, mentre dall'altra parte Sallai ha creato qualche grana in più a Pepe e al resto della difesa portoghese. E a 10' dal termine la chiamata di il fuorigioco ha annullato il gol di Schon e spento il boato della Puskas Arena. Dall'illusione alla delusione, poi, sono passati pochi minuti. L'Ungheria è tornata sulla terra, il Portogallo è partito lanciato